Sinistra Universitaria

lunedì, dicembre 05, 2005

LE POLITICHE ABITATIVE

L’emergenza casa a Roma si è trasformata negli anni in una grave piaga sociale, provocata dallo smantellamento del mercato degli affitti in Italia e dalla persistenza di una bolla speculativa sul mercato immobiliare. A pagarne le spese sono stati i ceti meno abbienti, in particolare gli studenti e i lavoratori fuori sede.
DISCUTIAMONE INSIEME
Con
Nicola Galloro
(Delegato del Sindaco per l'emergenza abitativa)
Benedetto Paris
(Commissione sorveglianza Laziodisu)

Martedì 6 dicembre
ore 19.00

Circolo S.G. Montesacro
P.zza Monte Baldo, 8
tel. 0687190908

Approvato il primo documento della commissione territoriale de La Sapienza per la riforma del Laziodisu avente per oggetto le mense

E’ stato approvato in via definitiva nella riunione della Commissione di Lavoro di giovedì 24 novembre il documento sui servizi di ristorazione del Laziodisu presso le sedi de La Sapienza.
Il testo, elaborato sulla base del documento proposto dai rappresentanti di Sinistra Universitaria Benedetto Paris e Giulia Sabatini, con alcuni emendamenti, ha avuto il consenso unanime degli studenti parte della commissione ed è stato presentato come il prodotto degli incontri preparatori tenuti dalla commissione e dell’interrelazione con gli studenti, tenendo conto anche di quanto emerso nell’assemblea tenutasi con L’Ass. Costa e il Commissario Guglielmino con gli studenti alla fine di ottobre.

Questi i punti principali:
- nuovi e massicci investimenti per la gestione pubblica dei servizi di ristorazione, nel momento in cui ci siano le possibilità normative ed economiche, perché e’ la gestione diretta già oggi ad offrire il migliore servizio e ad essere preferita dagli studenti, ben sapendo che nell’immediato questo sbocco è impedito da vincoli di bilancio e dal blocco delle assunzioni per il pubblico impiego;
- maggiori vincoli per la qualità del servizio e per la dignità dei lavoratori nelle eventuali gestioni private, favorendo le cooperative degli studenti e le società che abbiano almeno il 70% di lavoratori con contratto a tempo indeterminato e impedendo l’utilizzo delle forme più estreme di precariato (il lavoro a chiamata);
- un accordo tra Laziodisu e La Sapienza per avere stessi costi e stessa qualità in tutti i servizi di ristorazione per gli studenti in tutte le sedi decentrate ;
- la previsione, sempre, di spazi da dedicare ai servizi di ristorazione per ogni nuovo edificio acquisito o costruito da La Sapienza, prevedendo anche la possibilità di erogazione del servizio tramite pasti veicolati, ovvero cucinati altrove e consumati negli spazi di ogni facoltà;
- la riduzione di una fascia per gli studenti fuori sede (fino alla V);
- la gestione da parte del Laziodisu della mensa della sede di Pomezia;
- la creazione di una mensa nella nuova sede di Latina ed un intervento immediato per un servizio di ristorazione provvisorio presso i locali già oggi disponibili;
- un servizio mensa concordato con gli Ospedali per gli studenti di Medicina;

Inoltre si pone l’accento anche sul riciclo e sul risparmio energetico nella gestione dei servizi e sull’impiego degli studenti nelle mense.

Unico punto su cui non c’è stata totale condivisione è stato quello sulla società a capitale misto pubblico/privato Mense e Ristorazione S.p.A., voluta dalla Giunta Storace e approvata due giorni prima delle passate elezioni regionali. Su questo punto i due rappresentanti di Vento di Cambiamento Adelaide Chiaravallotti e Alessandro Giuseppe Porcari hanno preso le distanze dalla richiesta di bocciatura e cancellazione della società sostenuta da tutti gli altri membri della commissione, secondo i quali tale società svuotava il Laziodisu, non permetteva il controllo degli studenti sulla gestione delle mense e, soprattutto, creava i presupposti per la formazione di un forte oligopolio nel settore.Il prossimo appuntamento per la commissione è stato fissato per il 6 dicembre quando inizierà a elaborare le prime proposte sul delicato tema degli alloggi e degli affitti.

lunedì, novembre 14, 2005

COSTRUIAMOCI L'UNIVERSITA' MANIFESTAZIONE 17/11 PIRAMIDE ORE 10

Il 17 novembre è divenuta, anno dopo anno, una grande giornata di mobilitazione studentesca mondiale, ideata e proposta dal Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre.
Anche quest’anno, in Europa come nel resto del mondo, gli studenti medi ed universitari saranno protagonisti nelle piazze di centinaia di città per la difesa dell’educazione pubblica, contro la privatizzazione del sapere , per l’affermazione dei diritti degli studenti.
Come universitari ci saremo per chiedere ed affermare:

§ L’aumento dei fondi per le università statali, con particolare attenzione alle università del mezzogiorno.
§ Mai più riforme a costo zero, non condivise da chi studia e lavora nelle università.
§ Un piano nazionale sull’edilizia universitaria, integrato da progetti di comuni regioni e province per dare agli atenei spazi adeguati e moderni. Creazione di spazi unicamente gestiti dagli studenti.
§ Una seria rielaborazione basata su dati e statistiche nazionali delle ultime riforme e discussione con i primi fruitori, gli studenti a tutti i livelli possibili sulle nuove proposte
§ Mai specialistiche a numero chiuso ed in numero inferiore alle triennali.
§ L’aumento delle rappresentanze studentesche in tutti gli organismi delle università per un reale protagonismo studentesco.
§ Un veritiero equilibrio tra autonomia didattica e mobilità studentesca.
§ Una normativa nazionale per lo studente part-time.
§ Il diritto allo studio prima di tutto. Vogliamo un sistema in cui i costi dell’università siano sostenibili dalle famiglie : più fondi regionali, ma anche integrati da il fondo nazionale per il diritto allo studio e da serie politiche di servizi per gli studenti.

martedì, novembre 01, 2005

Relazione sull'attività nella commissione centrale per la riforma del Laziodisu

Nelle prime 2 riunioni del comitato centrale di Laziodisu abbiamo chiesto:
1) La copertura del 100% delle borse di studio.Oggi sono stati coperti circa l'80% degli idonei rilegando quel 20% in idonei "non vincitori"
2) La costituzione della Agenzia regionale per gli affitti.Un'ente che possa garantire prezzi accessibili per gli affitti di case e stanze per gli studenti, controlli e incontro tra domande ed offerte
3) La parificazione tra studenti residenti e fuori sede (tra cui i pendolari) per l'abbonamento dei trasporti.In più abbiamo chiesto al commissario una ricognizione sui lavori in corso in merito dei nuovi studentati (lgt De Papareschi), prossime ristrutturazioni degli stessi,situazioni mense.Le ristrutturazioni inizieranno nei primi dell'anno.
Abbiamo iniziato un'analisi dei dati soprattutto (sono quelli più completi) della Sapienza sul servizio pasti e mense notando dal '98 ad oggi un calo della richiesta del servizio (ovvero una diminuzione dell'erogazione dei servizi), richiedendo per la prossima riunione una audizione del responsabile mense.
Per quanto riguarda la commissione tecnica per la modifica della legge:Poche parole.
L'idea che si sta facendo strada è di una legge simile alla 51/94 con una forte autonomia per le adisu territoriali riservando alla regione un coordinamento centrale per quanto riguarda gli indirizzi, la programmazione e i controlli.
Noi abbiamo chiesto che venga realizzatta una carta dei servizi valida per tutti gli studenti della regione Lazio in cui vengano descritti i servizi e i diritti minimi valevoli per ogni utente.Al prossimo bollettinoM.M.
per chi mi volesse contattarematteomorelli@msn.com

Verbale dell'incontro sulla didattica della scorsa settimana

Facoltà presenti: Quadroni, SC.comunicazione, Sociologia, Economia, Sc.politiche, Lettere, Sc.umanistiche.

Interventi
Mazzotta: contro il nozionismo, l’università deve fornire gli strumenti per imparare e applicare gli insegnamenti. I Docenti devono impegnarsi nel lavoro di riorganizzazione delle facoltà, proprio da queste dobbiamo partire. l’autonomia di insegnamento di cio godono non può però creare grandi diversità che ricadono solo sugli studenti.

Paris: bisogna ripartire da quali erano le finalità del 3+2 e studiare i risultati raggiunti. (es.numero degli immatricolati.) Monitoraggio delle specialistiche, che non specializzano, e il problema del loro numero chiuso. Rapporto qualità-quantità.
Questo ordinamento non si adatta alle facoltà umanistiche mentre andrebbe incentivato in quelle scientifiche dove anche un laureato triennale ha un suo perché.

Falcone (Lorenza): Affrontare il problema dell’autonomia finanziaria delle università, per quanto non sia immediatamente un problema degli studenti. L’università che vogliamo è quella di massa, non di elite, e per questo arrivare alla laurea e accedere al mondo del lavoro sono problemi da affrontare in modo politico.
La differenza tra le facoltà c’è ma non è vero che alle facoltà umanistiche non si addice il 3+2. Piuttosto un discorso a parte va fatto per la facoltà di medicina.
Manca orientamento e tutoraggio.

Domenico: Progetto di legge di Nicola Rossi(DS) contro le lobby dei docenti che parla di un cartellino dei docenti affinché seguano un orario di lavoro e non vengano in facoltà solo quando hanno tempo.
La validità del I livello di laurea è nel dare specificità per il mondo del lavoro.
Orientamento tra superiori e università.
Attivazione di tutti gli organismi interni delle facoltà, (es CCL)
Problema degli spazi e decentramento della Sapienza. Il III municipio sta scoppiando per la presenza dell’alto numero degli sudenti, li domiciliati in nero. Dall’ultimo censimento infatti in questo municipio risultano 10mila abitanti in meno e le risorse destinate ai servizi verranno stanziate in base ad un numero che in realtà non può tenere conto della reale popolazione di queste zone.

Livia. Problemi del 3+2, è soprattutto che non si può evitare che il biennio non sia un semplice ripasso del triennio. Il primo anno dovrebbe essere omogeneo per facoltà affini.
Orientamento.

Tiziano: i percorsi paralleli potrebbero creare solo dispersione. Per esempio la quadroni ha il 3+2 e la quinquennale e questo non è segno di un migliore funzionamento.

Armando: dobbiamo fare una nostra assemblea.
Monitoraggio dell’applicazione da parte dei singoli docenti obbligandoli a seguire le direttive che da il CdF.

Pelliccia: I collettivi si prendono dei meriti ingiusti in quanto stiamo tutti lavorando su proposte del 3+2. A lettere gli studenti del triennio e del biennio seguono gli stessi corsi!!!

Mario: l’autonomia finanziaria permette alla facoltà di sc.politiche di dare le aule in affitto anche all’esercito.
Grave problema di spazi della facoltà: non è un’università di massa!
Ci sono solo 7 laureati in corso dalla nuova riforma.
I programmi non sono stati ridotti rispetto al vecchio ordinamento. E’ un esamificio.
Gli studenti non hanno i giusti tempi di studio.

Eugenio: Economia: il 3+2 sta funzionando dal punto di vista didattico. C’è un anno e mezzo in comune a tutti i corsi di laurea, così la triennale da una formazione ampia e il biennio prepara ad una formazione più elevata ma su ambiti diversi.
In generale per via dei troppi esami si ha il conseguente spezzettamento della formazione. Bisogna alzare i crediti e capire quali corsi possono essere del tutto eliminati.
Dobbiamo ottenere i pre-appelli a dicembre ma per un massimo di 2 o 3 materie per studente.
Orientamento: oltre a quello classico un modo per orientare gli studenti sarebbe quello di mettere tutte le materie più importanti della facoltà al primo semestre del primo anno, cosicché gli studenti possano capire alla svelta se hanno fatto la scelta giusta.
Problema delle interfacoltà: gli studenti sono insoddisfatti in quanto non si comprendono i reali obiettivi.
Dopo la manifestazione del 25 si è aperta una nuova fase in cui tutti siamo parte del movimento studentesco.
Bisogna indire una nostra assemblea.

Antonello: la manifestazione ha concluso la fase propria solo dei collettivi.
Necessità di un serio orientamento.
Il 3+2 voleva velocizzare i tempi per dare alla società più laureati.
Sc. Della comunicazione: i primi due anni sono generali, e il terzo avvia alla specialistica.
I programmi devono essere regolati in base ai crediti e alla quantità di studio necessario.
Il numero chiuso alle specialistiche di sc. Della comunicazione è una necessità del momento.
Bisogna fare in modo che ci sia un reale riconoscimento dei crediti ed esami tra le facoltà.
Anno comune tra le facoltà affini.
L’accorpamento dei crediti investe il problema delle cattedre dei docenti.

Silvia: creare un gruppo a sociologia anche insieme ai ragazzi di sc. Della comunicazione.

martedì, ottobre 25, 2005

La risposta dell' Onorevole Santanchè agli studenti...

domenica, ottobre 23, 2005

Appuntamento manifestazione

Per la manifestazione serve la massima presenza e la massima unità!
Tutti insieme vediamoci alle 9 a Piazza Esedra, ma, per chi volesse, si può partire con gli studenti de La Sapienza da P.le Aldo Moro (ore 9.00) per poi, però, ritrovarci a P.zza Esedra e restare tutti nello stesso spezzone.

Manifestazione Nazionale 25 ottobre

CONTRO

- DDL Moratti ( Asservimento dell’ università pubblica agli interessi dei privati; precarizzazione dei ricercatori; annullamento del diritto allo studio e al successo per tutti)
- Tagli alla ricerca e agli enti locali dell’ultima finanziaria


PER

- Finanziamento dell’università pubblica.
- Ruolo attivo degli studenti all’interno dei processi di riforma dell’università, sia a livello nazionale, sia a livello locale.


VOGLIAMO UN’UNIVERSITÀ PUBBLICA, LAICA E DEMOCRATICA,
CHE GARANTISCA IL SUCCESSO A TUTTI E TUTTE
SINISTRA UNIVERSITARIA - RDS - STUDENTI IN MOVIMENTO

Relazione Commissione Riforma Laziodisu 20 ottobre

Altra riunione fiume (3 ore) e di eccezionale intensità (nessuna pausa). Erano presenti tutti i membri della commissione e, oltre alla segretaria ed al Sub commissario, era presente il resp. del Laziodisu (regionale) per le mense.
Anche in questa riunione della commissione il clima tra i rappresentanti degli studenti è rimasto positivo e fattivamente collaborativi continuando a far sperare sulla qualità e sull’unitarietà dei documenti che saranno approvati.
Abbiamo approfittato della presenza del responsabile mense per farci descrivere la situazione generale delle mense e successivamente porgli una serie di questioni ed iniziare, con lui, a discutere le nostre proposte per capirne la fattibilità.

Le mense
Innanzitutto abbiamo appreso i dati sulle mense. Le mense gestite direttamente dal Laziodisu sono due, Cesare De Lollis e De Dominicis, con la prima è che serve a pranzo tra i 1800 ed i 2000 pasti al giorno e che, differentemente dalle private, cresce in consumi e fruitori. Trand partito due anni fa. Per il Laziodisu ogni pasto costa, in quelle a gestione diretta, 7.78 euro e la prima fascia ne paga solamente il 36%, mentre alle aziende a gestione indiretta ogni pasto è pagato 5 euro. Ecco perché le esternalizzazioni convengono sotto il punto di vista economico. Inoltre principale problema per quanto riguarda la gestione delle mense pubbliche è quello del personale: anche per il Laziodisu vale il blocco del personale e quindi, con i pensionamenti, è sempre più esiguo il numero dei lavoratori. Questo viene incrementato con l’utilizzo dei lavoratori interinali.

Le mense gestite da privati
Per quanto riguarda le gestioni esternalizzate (soprattutto “Vivenda”) si è discusso del calo della qualità e della possibilità di fare reclami in caso di inefficienze e bassa qualità (a partire dal cibo servito freddo, che è vietato dalla legge che fissa le temperature minime e massime!!!). Le mense in gran parte saranno riappaltate tra poco saranno riappaltate tra poco ed è nostra intenzione intervenire sui capitolati d’appalto. Da una parte per ridurre i diffusi “qb” (quanto basta) dall’indicazione delle quantità dei prodotti utilizzati nella preparazione dei cibi (spesso è dalla determinazione del qb che dipende la qualità) ma anche il tentativo di limitare l’utilizzo di alcune tipologie contrattuali (es. i lavoratori a chiamata). Nei capitolati vengono definiti i menù e quest’anno sarà inserito anche un pasto per i celiaci. I costi delle private sono stati stabiliti 5 anni fa ed i contratti sono in proroga. I costi, come quelli delle pubbliche, sono stati aumentati del 2%, ovvero dell’inflazione programmata. Nei bandi vi è il divieto all’utilizzo di pasti precotti.

Bar e punti ristoro
Oltre alle mense vere e proprie il Laziodisu gestisce in appalto un bar (quello a De Lollis) e il punto ristoro ad Architettura. Per questi vale un capitolato in cui sono stabiliti, a garanzia dello studente, i costi dei vari prodotti. Per quanto riguarda il punto ristoro di architettura (Valle Giulia) la gestione sta terminando e c’è il problema che, vista l’impossibilità di fare bendi per una gestione superiore all’anno nel periodo di commissariamento, c’è il forte rischio che non si riesca a riattivarlo, anche perché nell’appalto si prevede anche che le attrezzature siano a carico di chi prende in gestione il servizio e con una anno nessuno può rientrarci!
I bar presenti nella città universitaria e nelle varie facoltà hanno convenzioni e contratti con La Sapienza e non con il Laziodisu. Per il village interno e per il bar di Villa Mirafiori si è ottenuta una sorta di equiparazione pratica. Su questo punto stiamo elaborando una proposta da definire nei dettagli. L’effetto desiderato è quello che, dove non sia possibile attrezzare una mensa (pubblica o esternalizzata) ma sia già presente o sia possibile creare un bar , la qualità ed i costi dei prodotti offerti da questo debbano essere gli stessi di quelli gestiti dal Laziodisu. Questo o tramite una convenzione generale del Laziodisu da applicare caso per caso, oppure tramite un accordo tra ateneo e Laziodisu per stilare bandi simili su questi contenuti.

Le sedi distaccate
Abbiamo interrogato il responsabile mense sulla situazione del servizio mensa nelle due principali sedi decentrate dell’ateneo Latina e Pomezia.
Per quanto riguarda Latina il responsabile ci ha avvisato che la situazione è tuttora in mutamento ed è all’ordine del giorno. Pochi giorni fa ha fatto un sopralluogo ed è stata individuata come sede perfetta il “Padiglione della Corce Rossa” per uno spazio mensa ed un bar. Questo infatti è posto proprio al centro della nuova area della sede della Sapienza a Latina. Sulla mensa ci sono tre possibilità: la prima prevede l’intervento su questo padiglione con un project financing che darebbe per “tot” anni la gestione della mensa all’azienda che farebbe i lavori di ristrutturazione; la seconda prevede un intervento di ristrutturazione a spese del Laziodisu per una gestione privata del servizio da appaltare; la terza opzione è quella di intervenire subito non sul padiglione della Croce Rossa ma sui locali destinati a palestra nella Casa dello studente di Via Villafranca, nei quali, con un intervento ridotto nei costi e nei tempi (si parla in questo caso di apertura ai primi di dicembre), sarebbe appaltato per un servizio mensa con cibi veicolati (cunati non in sede e qui portati). A quanto pare la scelta preferita è la terza, soprattutto per i bassi costi e la rapidità.
Per quanto riguarda Pomezia il responsabile mense era scettico, soprattutto perché i suoi dati di fruizione erano di 15 20 pasti al giorno. Personalmente l’ho corretto, informandolo che oggi sono centinaia gli studenti che frequentano i corsi tenuti a Pomezia e che la mensa non è frequentata per il costo (fisso 5 euro) e per la scarsa qualità. Inoltre la sede di Pomezia è situata nella zona industriale, in un bellissimo parco ma senza servizi né bar limitrofi. Il resp. mense ci ha risposto che se ci fosse una fruizione di 50/70 persone al giorno, con lo strumento dell’appalto e dei pasti veicolati (Vivenda ha una cucina per questo servizio a Nettuno), sarebbe possibile aprire il servizio mensa.

Varie
E’ stato posto anche il problema degli studenti negli ospedali, specie il s.camillo, che non hanno servizi mensa. Per questi è stato fatto l’esempio del S. Andrea, dove con un accordo tra l’ospedale ed il Laziodisu gli studenti usufruiscono della mensa dei lavoratori. Si potrebbe riportare quindi l’accordo anche sugli altri ospedali.
E’ stata posta anche l’idea di informatizzare il servizio di modifiche dei dati isee per il budge e una campagna pubblicitaria per il servizio reclami.
Si è parlato anche della costituzione, fatta ad aprile e bloccata dalla Giunta Marrazzo, della Mense S.P.A., ovvero della formazione di una azienda misto pubblico/privato per la gestione delle mense. Abbiamo riportato il giudizio espresso anche dal nostro consigliere in CdA a quel tempo (Morelli), e quindi la contrarietà ad un intervento del genere che porrebbe il servizio mense sotto il monopolio di un privato.

Relazione Commissione Riforma Laziodisu 13 ottobre

Lo scorso martedì 13 ottobre c'è stata la prima riunione della commissione della sapienza.
La riunione, 3 ore è durata, è andata molto bene. Innanzitutto per il rapporto con segretaria e sub commissario, molto diponibili e attenti alle nostre posizioni, pronti a porci domande, chiarire questioni ecc. ecc. Tra l'altro c'è venuta a salutare il commissario.

Per quanto riguarda i rapporti con i consiglieri le cose sono andate molto bene. Alla fine l'ordine del giorno delle prossime riunioni è stato quello proposto da noi e quindi, in un difficile equilibrio politico (2 vento, 2 sin uni, 1 sap in mov, 1 coll) possiamo dirci soddisfatti. Per le prossime riunioni abbiamo chiesto relazioni e dati su tre tematiche (unna per riunione): mense, alloggi, trasporti e cultura, sulla linea delle comunicazioni del commissario. Abbiamo chiesto anche la presenza dei responsabili d'area relativi alle questioni affrontate, ma è un pò difficile, a quanto pare.

Abbiamo toccato tantissime questioni e le riassumo in punti:

- sorveglianza, proposte e idee sulla sua riforma, sul suo ruolo, sulla sua efficacia. Ho riproposto quanto discusso ad agosto, e quindi il problema dell'efficienza e dell'efficacia, cioè il rapporto tra l'organismo, i suoi atti ed i soui effetti sul "direttivo". Ho riproposto la necessità di un atto fisso come una sorta di relazione annuale sui servizi per il diritto allo studio. Sulla questione dei rapporti tra gli organismi Marcos ha rilevato l'importanza non tanto delle formalità ma della forza politica e del peso politico dei membri delle commissioni di sorveglianza, non comprendendo quindi i casi di cl o vento che non sono strutture organizzate e allo stesso modo delle differenze tra il numero e la qualità degli eletti al direttivo e quelli alla sorveglianza. Naturalmente su questo ha pesato il fatto che bisogna capire prima cosa esce fuori dalla proposta di legge sui rapporti tra centro e periferia (Regionale/territoriale). Tra noi studenti era comunque simile la posizione, anche perché su questo avevo già discusso in agosto con Porcari.

- borse di studio. Naturalmente abbiamo posto in rilievo la situazione degli idonei non vincitori e tutte le questioni relative.

- Case dello Studente. Innanzitutto abbiamo parlato della polemica sulla presenza e l'incidenza degli stranieri e degli accordi internazionali sulle quote per gli albanesi (30%), che provocano diseguaglianze tra le stesse comunità di immigrati. Sui questo ci è andato un pò più duro Porcari, anche se ponendola su posizioni di parità tra tutti e di contrarietà alle quote, più che di italianità degli alloggi. Io su questo ho avuto una posizione di garanzia, ovvero che parto dal presupposto che prima di tutto viene il reddito e le condizioni economiche, ma anche la consapevolezza che si è sottomessi ad accordi internazionali. Comunque su questo è necessaria una discussione nostra più approfondita. Con la Fadda abbiamo parlato della situazione degli studentati, dei regolamenti interni (con forti differenze), del loro essere poco collegati (alcuni), delle condizioni igieniche, del subaffitto, dei servizi (sale studio, biblioteche, mense, computer). Si è discusso degli alloggi dell'accordo Roma/Inail, totalmente fuori dalla giurisdizione del Laziodisu. Marcos ci ha informato che partiranno in tarda primavera le ristrutturazione degli studentati di De Lollis e Casalbertone.

- Fuorisede in affitto. Posta la questione dei contributi già previsti ma poco conosciuti. Su tutto si è imposta la questione dell'assenza dei contratti e dei costi. Su questo ho ammesso che l'unico modo per intervenire sia l'apertura di un tavolo tra Comune, Laziodisu e Regione per stabilire forme di incentivi (soprattutto sull'ICI) per chi affitta a studenti.
Per la situazione dei fuori sede in affitto nelle sedi distaccate ( Pomezia e Latina in particolare o a Tor Vergata e Cassino cioè nelle realtà della Provincia) ho posto la necessità di aprire un altro tavolo sempre tra regione Enti locali interessati e Laziodisu per incentivare gli studenti a spostarsi nelle realtà locali immediatamente vicine (o le stesse per Latina e Cassino) , creando delle sinergie tra gli interessi di Roma (decongestionamento), degli studenti (affitti più bassi e trasporti frequenti e a basso prezzo, con tempi rapidi), degli enti locali (rivitalizzazione dei centri storici e indotto). Con esempi concreti si capisce di più. Vi avviso che è una mia battaglia personale per collegare università e territorio. Discutiamone, datemi una mano e portiamola avanti insieme.

- Mense. Innanzitutto è stata messa in luce la migliore qualità di quella pubblica (De Lollis) rispetto a quelle della Cascina. Secondo poi è stata evidenziata la continua riduzione degli standard qualitativi. Su tutto però si è imposto il problema delle sedi distaccate, fuori e dentro Roma, dove non vi sono le mense. Le risorse per nuove non ci sono e c'è la soluzione bar, troppo spesso cari. Da lì è partita la proposta, nostra, di una convenzione tipo, da applicare in base alle diverse realtà ed esigenze, tra Laziodisu, facolta/Università, e bar. Casi tipici sono quelli a prezzi ridotti presenti nelle varie facoltà, o dentro la città universitaria (non il village che è una cooperativa). Per questo abbiamo chiesto i capitolati d'appalto delle mense esternalizzate e chiederemo chiarimenti sugli accordi tra questi bar e l'Università. La convenzione farebbe più o meno riferimento a sconti o a buoni, tramite la tessera del laziodisu usata per le mese. E' solo un abbozzo di idee, ancora molto molto rozzo. Ma capiamo che si parla di molte facoltà dove si creano monopoli interni, oppure dove si deve andare su via del corso per mangiare qualcosa! Pensate a Villa Mirafiori, Quaroni, o alle sedi in centro di Latina. Diego mi ha accennato all'esperienza di Roma Tre. Parliamone. Per quanto riguarda i capitolati è importante che insieme facciamo le stesse battaglie su quali paletti qualitativi e di condizione dei lavoratori vogliamo introdurre.
Inoltre ho posto la questione di Pomezia dove tutto funziona (pernotto e mensa) come se si fosse in albergo, con prenotazioni e costo fisso di 5 euro, per una sede persa nel nulla industriale e campagnolo, dove unica alternativa è il salatissimo panino del bar interno o il porchettaro subito fuori sula Pontina.

- Decentrate. Ho parlato di Latina e di Pomezia (è un consorzio tra UNi e imprese private posto in un bellissimo parco ma con pochissimi servizi). Tra l'altro ho posto la questione di consorzi tra enti locali e uni come alcuni nei Castelli che fanno corsi e che adesso partono con master di primo livello (i Castelli della Sapienza nella mia area sono il massimo esempio, dove dentro c'è anche la Provincia).

- Posta la questione Master di primo livello: come li trattiamo gli studenti dei master? Dobbiamo favorire con gli strumenti del diritto allo studio (borse Laziodisu, studentati, mense,...)? E' strategico? La questio è tutta politica, ovvero se riteniamo che la formazione di alto livello debba essere accessibile o no per tutti. Per me si.

- Trasporti, si è parlato dei costi degli abbonamenti dei fuori sede e la necessità su questo tema di un rapporto con l'Atac per equiparare i fuori sede ai romani.
- Assistenza sanitaria. Abbiamo posto il problema dell'assistenza sanitaria e della possibilità di fare analisi periodiche per i fuori sede presso il Policlinico e ci siamo impegnati a studiare l'accordo esistente a Roma Tre.
Qualcosa mi sarà sfuggito, ma penso ci sia tanto su cui discutere.

Inganni Morattiani

Qual è la differenza tra Berlusconi e la Moratti? Ce lo siamo chiesto da tempo e solo adesso è diventato chiaro. Il Cavaliere è un uomo spontaneo, quando dice una bugia si vede; gli italiani hanno imparato a conoscerlo e soprattutto basta controllare il portafoglio per constatare la falsità delle promesse. La Moratti invece racconta balle senza farsi vedere: è capace di sostenere con garbo, con sobrietà e perfino con candore che gli elefanti volano e magari è in grado di sciorinare anche qualcuno dei suoi numeri per dare la velocità di decollo.
Sulla legge per la docenza universitaria ha superato se stessa inanellando una serie cospicua di panzane che pure sono state date per buone da famosi editorialisti e da riviste patinate.
Meritocrazia – Dice che la legge premia il merito, eppure nel testo si trova il principio di anzianità nei concorsi. Non solo, questi si svolgono riservando posti a diverse categorie elencate puntualmente, con attenzione anche a microinteressi di poche decine di persone. Inoltre si può diventare professore senza concorso, basta la nomina da parte di un’impresa che finanzia l’università. Tutto ciò che c’entra con il merito? Le proteste di questi giorni, secondo il ministro, deriverebbero da interessi corporativi. In piazza ci sono giovani studiosi che lavorano con merito, per poche centinaia di euro al mese, senza alcuna prospettiva per il futuro. Gli interessi veri delle corporazioni universitarie non manifestano, sono silenziosi e ben contenti delle norme contenute nel provvedimento.
Giovani – Largo ai giovani ha promesso il ministro. La via crucis prevista dalla legge è la seguente: dopo il dottorato, in media conseguito a trent’anni, c’è l’assegno di ricerca, poi l’affidamento di didattica anche non retribuito (torna il vecchio assistente volontario), il contratto di professore per sei anni, il concorso per ricercatore e infine si va in cattedra, forse con i capelli bianchi, verso i cinquant’anni, cioè l’attuale età media. Sfido chiunque a definire tutto ciò una riforma. È semplicemente la santificazione per legge della situazione attuale: circa 30 mila persone, lo stesso numero dei professori di ruolo, già insegnano con affidamenti aleatori. Per i giovani in queste condizioni rimangono solo due scelte possibili, andare all’estero o cambiare mestiere.
Ricercatori – E’ il punto più dibattuto in due anni di gestazione della legge. Si sono confrontate due tesi: la nostra prevedeva, all’interno di un ripensamento organico della carriera del professore, il riconoscimento della terza fascia docente ai ricercatori che insegnano davvero. Il ministro, invece, di tale figura vuole la soppressione, che però scatterà nel 2013, cioè fra due legislature, un tempo parlamentare sufficiente a cambiare, come si è visto, la legge elettorale, figuriamoci una simile normetta. Quindi la verità è che si sono sprecati due anni di discussione. L’unico risultato raggiunto dal ministro è quello di aver mortificato 20 mila ricercatori, dicendo loro che sono inutili, e questo nell’unico Paese che ha diminuito il numero di addetti di ricerca pur avendone la metà della media europea. Alla fine si è accorta di averla fatta grossa ed è corsa ai ripari cercando di risollevarne il morale regalando il pennacchio di professore aggregato. E’ un titolo che non cambia nulla, anzi si accompagna ad una diminuzione dei diritti con l’abrogazione della legge del 1990. Il berlusconismo offre in questo modo i propri subvalori, pensando che i ricercatori potessero gioire scrivendo la parola professore sul biglietto da visita. Ora, nella versione finale, questo titolo è diventato addirittura intermittente e vale solo nel semestre in cui si svolge l’insegnamento. Ci sarà qualche azzeccagarbugli che si domanderà perfino se il professore aggregato può tirare fuori il biglietto da visita la domenica, quando riposa.
Concorso nazionale – Molti ancora credono che la legge preveda il concorso nazionale, ma non vi è traccia nel testo. C’è una cosa molto diversa, l’idoneità nazionale per il doppio dei posti disponibili. Sarà poi di nuovo il concorso locale ad effettuare il confronto comparativo tra i candidati e a decidere la nomina del professore. Secondo il ministro questo metodo impedirà il nepotismo dei concorsi, ma non si riesce a comprendere la differenza con la vecchia norma. Infatti, il rapporto tra idonei e vincitori era sempre due a uno, solo che le cordate universitarie dovevano ingegnarsi a comporre un puzzle di tanti concorsi locali fino a far combaciare i risultati secondo le decisioni già assunte. Ora si troveranno il compito facilitato perché potranno pianificare la ripartizione tra idonei e vincitori più semplicemente dal livello ministeriale. Non solo, il concorso per ricercatore continua ad essere svolto a livello locale, determinando quindi una figura che prenota il posto da professore, in quanto costa molto meno del candidato che viene dall’esterno, con buona pace del superamento del localismo. Infine, siamo al paradosso: l’approvazione della legge produrrà come effetto immediato il blocco dei concorsi per i professori, mentre si potranno continuare a bandire concorsi per ricercatori a tempo indeterminato, cioè la figura che si voleva eliminare. Il combinato di queste norme spinge a chiamare l’ambulanza perché il Legislatore non si sente tanto bene!
Valutazione – Una mattina i deputati di maggioranza dormirono di più e arrivarono in ritardo alla riunione della commissione parlamentare; il centrosinistra riuscì a far approvare il suo emendamento che istituiva un’Authorithy per la valutazione del sistema universitario, indipendente sia dal governo sia dagli Antenei. Il ministro che parla sempre di valutazione doveva essere contenta di questo passo avanti e invece con il voto di fiducia ha cancellato l’articolo in questione. La motivazione è furbesca: quella norma è stata inserita nella legge finanziaria. Ora però è stata cancellata dalla commissione bilancio del Senato per incompetenza di materia. Quindi, la Moratti ha una bella occasione per dimostrare la sua buona fede reinserendo l’articolo sulla valutazione nel testo sulla docenza. Se lo farà, saremo pronti a riconoscere il nostro eccesso di malizia nel pensare che fosse un trucco. Se non lo farà allora sarà chiaro a tutti che parla di valutazione, ma in realtà non la vuole perché sarebbe più difficile con una vera Authorithy istituire le nuove scandalose università in giro per l’Italia: a Reggio Calabria a favore di un certo Ranieli, amico di Berlusconi, a Lucca in onore di Marcello Pera, a favore di Tremonti che finalmente, con la trasformazione della vecchia scuola tributaria in ateneo, raggiunge il sogno della sua vita nominando per decreto il rettore.
Dall’insieme di questi inganni si evince che siamo di fronte all’ennesimo “tutto cambia perché nulla cambi”. Mentre altri paesi affrontano grandi riforme dei sistemi universitari, da noi ci propongono norme vecchie e mistificanti. Rimanere fermi di fronte ad un mondo in movimento significa arretrare bruscamente.Non è esatto dire che siamo contro la riforma Moratti. No, noi siamo contro la Moratti perché non ha fatto la riforma dell’università, pur avendo il tempo e i numeri parlamentari, come mai hanno avuto i suoi predecessori. Sono passati cinque anni senza alcun provvedimento organico, solo tagli e passi indietro nell’autonomia. Ci sono nel disegno di legge tante cose dannose e non sarà difficile eliminarle se vinceremo le elezioni. Ma le cose più dannose sono quelle che non ci sono. Aver fatto passare tanto tempo senza adeguare l’università italiana alle nuove domande della società italiana, a quel 20% di studenti in più che l’hanno scelta, alle dinamiche della competizione internazionale, ecco dov’è il guasto di questi anni. Sarà molto più difficile recuperare il tempo perso che cancellare le norme sbagliate.In questi giorni ha cominciato a funzionare il tavolo dell’Unione a scrivere il programma di governo. I capitoli sono già chiari: premiare il merito tramite le valutazione, riaprire ai giovani le porte dell’università, finanziare la libera ricerca, rilanciare l’autonomia degli Atenei. Le proposte concrete seguiranno e vi terremo informati. Ascolteremo le vostre osservazioni e proposte e ne faremo tesoro. Gli elettori sono la grande forza del centrosinistra. Domenica lo hanno capito in tanti.

Bocciata e poi riammessa la costituzionalità del ddl

La legge sulla docenza universitaria è in contrasto con la costituzione lo ha affermato stamani la prima commissione della camera dei deputati, recependo la nostra questione pregiudiziale.L'autonomia universitaria, infatti, trova limite solo nelle leggi dello stato, secondo l'art.33 della costituzione, mentre il governo, mediante il comma 1 dell'art. 1, voleva intervenire con decreto ministeriale. Era una norma rozza e arrogante e perfino i deputati della maggioranza hanno dovuto riconoscerne la totale illegittimità, mentre i senatori non avevano potuto neppure parlarne a causa del voto di fiducia.La Moratti conosce poco e male i veri problemi dell'Università. Ora sappiamo che ne ignora perfino i principi costituzionali. L'inganno è ormai svelato. Per mesi ha parlato di meritocrazia, giovani e valutazione, ma non se ne trova traccia nel testo di legge il cui vero obiettivo era quello di ingabbiare l'autonomia universitaria nelle direttive burocratiche-ministeriali. Nell'infausto giorno dell'approvazione della devolution alla Camera, quello che rimane della nostra bella Costituzione impedisce al governo di colpire l'autonomia, cioè il vero e profondo processo riformatore degli ultimi venti anni. Volevano portare indietro l'università italiana, ma non ci riescono. A questo punto si fermino. Torniamo a chiedere il ritiro della legge Moratti.Vi terremo informati sugli sviluppi della discussione parlamentare.

Comunicato del Consiglio Universitario Nazionale 21.9.2005

Il CONSIGLIO UNIVERSITARIO NAZIONALE,
appreso che l'Ordine del Giornodell'aula del Senato di giovedì 22 settembre 2005 prevede la discussione generale del ddl 3497 - Delega stato giuridico professoriuniversitari, nel testo approvato dalla Camera, ritiene utile inviare al Presidente del Senato i pareri espressi in data 14 aprile e 5 luglio 2005 sottolineando l'estrema delicatezza della materia.
Il dettagliato parere del CUN approvato ad aprile si concludeva con unasintesi in dodici punti :In sintesi, il CUN ritiene che, per l'elaborazione del nuovostato giuridico dei professori universitari, è opportuno fondarsi suiseguenti principi generali:
- Valorizzazione dell'impegno a tempo pieno nell'Università conridefinizione delle norme concernenti il tempo pieno e il tempodeterminato
- Definizione dei doveri e dei diritti dei docenti universitariIntroduzione di valutazioni periodiche delle attività di ricerca e dididattica
- Prima dell'ingresso nei ruoli della docenza è necessario un adeguatoperiodo di addestramento e di formazione (dottorato di ricerca econtratti sostitutivi delle attuali forme di post-dottorato) fino ad unmassimo di sette anni complessivi che preveda rigorose verificheperiodiche ed un adeguato compenso.
- Contrarietà alla messa ad esaurimento dell'attuale ruolo deiricercatori.
- Articolazione della docenza universitaria in tre livelli con precisadefinizione delle funzioni specifiche di ognuno di essi (in termini dicompiti, gradi di maturità scientifica, responsabilità di coordinamentoe direzione di attività e strutture)
- L'accesso ad ogni livello della docenza universitaria deve avvenireesclusivamente tramite concorsi. Concorsi, opportunamente modificati rispetto alle precedenti modalità di reclutamento, con cadenza annualeinderogabile e scelta tra un numero definito di idonei da parte delleUniversitàLa fase transitoria non dovrà comportare in nessun caso riserve diposti, canali esclusivi ovvero progressioni ope legis.
- Contrarietà all'introduzione di forme di precarietà dopo i concorsialla docenza universitaria.
- Necessità di significativa immissione di giovani qualificati nelruolo iniziale della docenza universitaria con adeguata retribuzione
- Devono essere garantite le attività assistenziali, didattiche e diricerca, integrate e inscindibili fra loro, prestate dai docenti delleFacoltà di Medicina e Chirurgia
- Necessità di un adeguato finanziamento per l'effettiva realizzazionedelle nuove norme di riordino dello stato giuridico.
Il testo della mozione approvata a luglio è il seguente:
"IL CONSIGLIO UNIVERSITARIO NAZIONALE
Esaminato il DDL A.S. 3497 "Nuove disposizioni concernenti i professori ei ricercatori universitari e delega al Governo per il riordino delreclutamento dei professori universitari", trasmesso dalla Camera deiDeputati al Senato della Repubblica in data 16 giugno 2005; Sentiti iRelatori;
APPROVA LA SEGUENTE MOZIONE
Le istituzioni del mondo universitario - CUN, CRUI, Conferenze deiPresidi di Facolta', Senati Accademici convocati contemporaneamente intutte le sedi universitarie, Consigli di Facolta' - e numeroseorganizzazioni ufficiali, associazioni sindacali ed assemblee hannoespresso pareri fortemente negativi sul DdL relativo allo statogiuridico, attualmente in discussione presso la VII Commissione delSenato e ne hanno chiesto il ritiro, allo scopo di fondare su nuove e piu' condivise basi un provvedimento importante e necessario per ilsuperamento di problemi che richiedono certamente interventisignificativi e debitamente finanziati. Il Consiglio Universitario Nazionale ricorda che ha gia' formulato datempo, anche insieme con la CRUI, puntuali proposte sulla materia (da ultimo il 14 aprile 2005) e che mai ha rifiutato la sua presenza a tavoli tecnici formalmente costituiti, o audizioni e pareri.Il Consiglio rileva inoltre che la VII Commissione e l'Aula del Senato,cui compete ora l'esame del provvedimento, nella recente importantediscussione sulle "questioni afferenti il sistema universitario italiano"(Affare assegnato ai sensi dell'art. 50 del Regolamento), hanno gia'espresso in maniera unanime posizioni praticabili ed equilibrate, edapprovato criteri condivisibili per una modificazione del sistemauniversitario e dello stato giuridico. Da questi sarebbe opportunomuovere ai fini della stesura di un nuovo testo legislativo".

comunicato organizzazioni e associazioni della docenza 21.9.2005

ADI, ADU, ANDU, APU, AURI, CISAL-Università, CISL-Università, CNRU,CNU, FIRU, FLC-CGIL, SNALS-Università, SUN, UILPA-UR, UDUCOMUNICATO
La decisione d'interrompere bruscamente il dibattito inCommissione e di portare il ddl del governo sulla riforma dello statogiuridico dei docenti universitari direttamente in Aula al Senato éestremamente grave, rappresentando un strappo alle normali procedureparlamentari. Si apprende, infatti, che il ddl sarà discusso e votato inAula nei giorni 27, 28 e 29 settembre. Gira forte la voce che in quellasede il Governo chiederà la fiducia.La materia oggetto del ddl è particolarmente delicata in quanto ha rilievocostituzionale, sia per i profili della libertà didattica e scientificache contraddistingue l'insegnamento universitario, sia in relazione alprincipio di autonomia degli Atenei, al quale questa libertà èstrettamente connessa. Appare veramente irresponsabile affrontare temi dinotevole complessità e certamente "sensibili" sul piano dei valoricostituzionali e degli interessi di un grande numero di cittadini (inprimo luogo gli studenti e le loro famiglie) senza la condivisione delmondo universitario.Denunciamo di fronte al Paese il clima di confusione e di scollamento nelquale si apre questo assurdo dibattito parlamentare in Aula, senza che sisia cercata alcuna convergenza con i rappresentanti del mondouniversitario che, con unanime deliberazione, hanno respinto il progetto(non solo le rappresentanze dei docenti e le associazioni di dottori diricerca, dottorandi, contrattisti, precari e studenti ma anche CUN, CRUI,Conferenze dei Presidi, Senati Accademici e Consigli di Amministrazione,etc.).Ignorare i protagonisti reali della vita universitaria significa non solomortificare le persone che quotidianamente sono impegnate negli Atenei maanche tradire le aspettative della società civile, contribuendo al degradodel Paese.Ci opponiamo a questo disegno perverso portato avanti con arroganza. Lariforma non deve essere approvata: in Parlamento, nelle Università e nelPaese, chiunque abbia a cuore il futuro del nostro Paese deve nei prossimigiorni rendere visibile il proprio dissenso.Indirizziamo al Paese un forte appello per la difesa del ruolo pubblicodell'Università, della qualità degli studi universitari, del diritto allostudio e siamo certi che questo accorato segnale verrà raccolto dai più,soprattutto in questa fase pre-elettorale che consentirà ad ognuno digiudicare le forze politiche e i loro rappresentanti.A causa della brevità dei tempi, la normativa vigente non consente diindire uno sciopero per la fine del mese; intanto, i Sindacati e leAssociazioni rappresentative della docenza universitaria indicono lo statodi massima agitazione nelle sedi, da portare avanti nelle forme più fortie coinvolgenti, nella fondamentale solidarietà di docenti, personaletecnico-amministrativo, precari, studenti:- per il 27 settembre invitano i docenti, i precari e gli studenti atenere assemblee nelle sedi ed ad occupare simbolicamente i Rettorati;- per il 28 settembre è indetta una manifestazione nazionale diprotesta in Roma davanti al Senato alle ore 11.Roma 21 SETTEMBRE 2005

Un blog per discutere e informare

Benvenuti sul nuovo blog di Sinistra Universitaria! Perché un blog? Perché abbiamo bisogno di confrontarci, di discutere, di informarci e non sempre è possibile farlo vedendoci, presi come siamo tra esami, corsi, lezioni, e attività ordinaria e straordinaria! Insomma un blog, come dire una piazza telematica, un'aula occupata cibernetica senza la cappa di fumo, ma densa di tante parole, informazioni e tan'taltro.

Starà a tutti voi rompere le scatole e riempirlo con il vostro vocio informatico!